Emanuele, al via con la stagione indoor

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Gaudiano, da Waregem a Lione

Ci ha abituato a vederlo in campo a dare tutto se stesso, quindi, preparatevi per questo inizio di stagione con la World Cup. Perché Emanuele è così: fatti, non parole. Lo ha dimostrato lo scorso weekend nel CSI5* di Waregem, in Belgio, con un’ottima performance nel Gran Premio in sella a Chalou, dove ha ottenuto la decima posizione. Lo dimostra ad ogni concorso.

Con il mese di ottobre prende il via la stagione indoor di Longines FEI World Cup 2019-2020 per la quale sono già stati assegnati i posti dei cavalieri azzurri per le prime tappe. Emanuele debutterà sul circuito di quest’anno al terzo appuntamento di Lione, dal 30 ottobre al 3 novembre.

Lui ormai viaggia ogni weekend da una parte all’altra del mondo, ma non tutti conoscono la storia di quel ragazzino tenace che, un giorno di diciotto anni fa, intraprende il primo e forse più importante viaggio della vita, quel Matera-Germania di sola andata: è l’inizio del nuovo millennio quando Emanuele lascia la Basilicata, accompagnato unicamente da una spontaneità e da un talento fuori dal comune, pronto a conquistare il mondo dell’equitazione:

“Mio papà e mio zio erano appassionati di cavalli, ho seguito le loro orme”, dice Emanuele, che a soli nove anni inizia a gareggiare, montando tanti cavalli, tutti diversi. Sarà proprio questo il segreto del suo successo, saper interpretare la personalità più profonda dei suoi cavalli… Ascoltarli, guidarli, per portarli sempre più alto.

“Avevo 15 anni quando mi sono trasferito nel nord Europa. Lì ho cominciato con le prime gare internazionali, europei, circuiti difficili. Mio padre mi è sempre stato vicino. Posso dire di essere diventato il suo cavaliere”, dice con orgoglio.

Emanuele ha una forza nascosta che l’ha tenuto vivo e lo ha fatto crescere. La forza di cadere e rialzarsi ogni volta. Come nel 2013, durante la sua prima Coppa delle Nazioni, a Piazza di Siena. Con tutti gli occhi puntati addosso, fa il suo ingresso in campo. Ma qualcosa va storto. Il suo Cocoshynsky si ferma, lui cade. Eliminato. Ma due giorni dopo, farà una delle sue performance migliori, sfiorando il podio del Gran Premio Roma e aggiudicandosi il secondo posto, alle spalle di una leggenda come Nick Skelton.

Da lì Emanuele non si ferma più, la sua strada è tutta in discesa: due anni dopo, nel Gran Premio di Coppa del Mondo di Londra, ecco il risultato storico: la vittoria in sella ad Admara, un traguardo che porta il suo nome vicino ai grandi dello sport e che gli permette di accedere regolarmente ai grandi appuntamenti del calendario internazionale.

“Questo è  un anno molto bello per me, sono trentanovesimo nella ranking e ho due cavalli meravigliosi su cui puntare, Carlotta e Chalou, che in Francia ha vinto un Gran Premio importante. Entrambi hanno dieci anni e possono ancora dare molto”.

La genuinità con cui affronta il lavoro è disarmante. Il suo talento di più. Negli occhi porta dentro la dedizione e quella forma di riservatezza che caratterizzano il vero campione.

Giulia Pezzolesi

foto © FISE/Grassia: Emanuele Gaudiano

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