Il tempo sospeso: l’editoriale del direttore Barbara Leoni

Eventi

Su un cavallo simile è bello andare da soli, cantare a bassa voce – così, per conto proprio. (…)

È un buon compagno di viaggio questo cavallo dal passo leggero.

Da La nave bianca, Ajtnatov

 

Eccomi, amici di Equestrian Illustrated. Oggi è il 14 aprile, la Pasqua è alle spalle e ho aspettato fino ad ora a scrivervi. Sì, perché ho sperato in questo mese e mezzo di tempo sospeso che il nuovo numero, pronto per voi a fine febbraio, ricco di contenuti inediti, interviste, reportage ed eventi sportivi, finisse in qualche modo tra le vostre mani, ma l’annullamento dei concorsi in programma questa primavera non l’ha permesso. E così sarebbe dovuto essere per il secondo numero dell’anno, in uscita, invece, in concomitanza del concorso – permettetemi il patriottismo – più bello al mondo: Piazza di Siena. E, invece, nulla, una riga su tutto. Credetemi, c’è amarezza perché, chi mi conosce lo sa, c’è molta passione dietro a questo lavoro che è un po’ da collezionista, di espressioni, momenti, emozioni, immagini che sono poi gli ingredienti dello sport e di ciò che è più connaturato alla dimensione umana.

Ma questo è un tempo nuovo, inedito, sconosciuto. Fatto di attesa. Così ho deciso che la copertina rimasta nel cassetto della mia scrivania del numero 1 del 2020 di Equestrian Illustrated, meritasse il vostro sguardo, forse perché, con un pizzico di presentimento femminile, avevo colto una corrente ingombrante su questo inizio d’anno, scegliendo un’opera forte, cupa, uscita dalla china dell’artista inglese Charlie Mackesy, ma più oggi che mai adatta al nostro tempo: “When the dark clouds come keep going”.

Un invito a farsi forza, con e grazie al cavallo che è lì per ricordarci qualcosa di importante: il viaggio nell’anima che siamo chiamati a fare. Lo sforzo, la fatica, la capacità di resistere. Chi monta a cavallo sa come la nostra anima venga smascherata. Lui sa leggerci dentro e richiede di ascoltarlo. Perché è lì, sulla sua groppa, che ritroviamo l’accordo con il mondo. È nel cavallo che l’uomo scorge la scintilla, l’energia onirica del galoppo, il desiderio di andare oltre, la sensazione totale che all’uomo a piedi non è concessa, di assoluta e inafferrabile libertà. Mai come ora, quella sensazione ci manca.

Così, se è vero che “la bellezza salverà il mondo”, oggi ci sembra quanto mai difficile scorgere il bello in questo ex anno olimpico che si annunciava ricco di sfide. La sfida però purtroppo è un’altra, ben più grande, ben più collettiva. Richiede spirito di sacrificio, capacità di visione, fiducia, sospensione di giudizio, umiltà, perseveranza. Tutte qualità che un uomo o una donna di cavalli dovrebbe avere. Per questo penso che noi, gente di maneggio, dovremmo esserne avvantaggiati, facendoci esempio per chi non ha un cavallo come maestro. Fate lievitare questo tempo e spazio dentro di voi, per diventare chi siamo, perché prima o poi torneremo a correre dietro alle lancette e a galoppare inseguendo il cronometro di una gara.

Barbara Leoni

Illustrazione da Charlie Mackesy, The Boy, The Mole, The Fox and The Horse, Ebury Press, 2019.

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