Quei buoni propositi.. per il 2020

Eventi
Prima di puntare il dito o esultare per una vittoria (altrui) come se fosse la nostra, impariamo a contestualizzare.
La gara è sempre e solo la punta dell’iceberg ma sotto, sempre e comunque, c’è una storia da considerare.

 

È iniziato il 2020. L’anno di Tokyo. E mentre #tokyo2020 spopola ovunque, in Italia si fanno le congetture più disparate. Chissà alla fine chi ci andrà alle Olimpiadi. Chi-sa?
Ma tra ora e il magico evento, di eventi ce ne saranno tanti, tantissimi se consideriamo il nostro caso, quello equestre. Spalti pieni, piena esultanza ancora una volta. Tutti per uno, uno per tutti, quando in campo c’è l’azzurro. Tutti col pugno della vittoria alzato quando arriva il netto. Tutti delusi se arriva l’errore. Tutti in piedi dietro lo schermo, tutti leoni da tastiera quando scoppia il caso mediatico. Puntiamo il dito. Ma non solo, parliamo e il più delle volte a sproposito. Ma quanti, alla fine, quanti sanno davvero di che cosa stiamo parlando? Un attimo prima eravamo lì in piedi ad applaudire, pronti ordinati in fila per salire sul carro del vincitore.
E poi, quando una ruota va a terra?
Alcuni scendono per aiutare, altri scendono e se ne vanno scuotendo la testa. Chi resta, sa. Sa cosa c’è dietro a una vittoria, a una preparazione. Sa sopratutto chi c’è dietro al nome scritto sul maxi schermo. E noi siamo ancora e sempre il popolo di brava gente che riesce a schiacciarti mentre ti applaude e allora guai ad essere un moscerino. Guai a mostrare che si può essere deboli. La fossa dei leoni è lì, a due passi dal podio. E qualcuno è sempre pronto a buttartici.
Ora, più che mai, non si deve smettere mai di essere bravi. Bravi atleti, bravi esecutori, magari anche brave persone.

ph: The vaulting review

Sara Stopazzini

 

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